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Title
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Dino Dini (1912-1989)
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Description
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Dino Dini si avvicinò al mestiere del restauratore sin da giovanissimo, grazie alla formazione presso la bottega del padre, Giuseppe. Entrato a far parte del gruppo formato da Ugo Procacci, direttore del Gabinetto del restauro della Soprintendenza fiorentina, fu uno dei protagonisti della cosiddetta “stagione degli stacchi”, che interessò in particolare il capoluogo toscano e che si concretizzò nelle mostre organizzare al Forte Belvedere alla fine degli anni Cinquanta. A lui si deve una scoperta cruciale, che fornì un contributo fondamentale all’evoluzione delle tecniche di restauro. In seguito all’alluvione di Firenze del 1966, Dini fece infatti la conoscenza di Enzo Ferroni, professore di chimica, con il quale instaurò un rapporto che continuò l’anno successivo, davanti agli affreschi di Beato Angelico in San Marco. Qui, restauratore e scienziato collaborarono nel mettere a punto un metodo che, attraverso l’uso di carbonato di ammonio e idrossido di bario, induce una reazione chimica tale da invertire il processo di degrado dell’affresco e conferire nuova coesione al colore. Questo trattamento permette quindi di evitare lo stacco del dipinto, risparmiando all’affresco il trauma della separazione dal muro.
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Bibliographic Citation
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A. PAOLUCCI, Dino Dini: fu il primo sperimentatore del metodo “bario” per consolidare gli affreschi, “Il giornale dell’arte” LXVII, 1989, p. 44.
D. DINI, Gli affreschi di San Marco nella storia del restauro, in Le pitture murali: tecniche, problemi, conservazione, a cura di C. Danti, M. Matteini e A. Moles, Firenze 1990, pp. 269-288.
Gli affreschi del Beato Angelico nel convento di San Marco a Firenze. Rilettura di un capolavoro attraverso un memorabile restauro, a cura di D. Dini, Torino 1996.
M. CIATTI, Appunti per un manuale di storia e di teoria del restauro. Dispense per gli studenti (Storia e teoria del restauro, 10), Firenze 2009.
Dini, Dino, in L'incanto dell'affresco. Capolavori strappati, II, catalogo della mostra a cura di L. Ciancabilla e C. Spadoni, Cinisello Balsamo 2014, p. 183
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Archivio Secco Suardo, ad vocem