Affresco strappato

Title
Affresco strappato
Identifier
galleriaffreschi.tecniche.02
Description
Con “distacco di pitture murali” si indicano tutte quelle operazioni di restauro che hanno lo scopo di separare fisicamente l’affresco dalla parete su cui venne dipinto e di trasferirlo su un supporto mobile. In passato quest’operazione, oggi tendenzialmente praticata soltanto in situazioni emergenziali, costituiva un importante mezzo di conservazione dei dipinti. Consentiva, infatti, sia di risparmiare gli affreschi dalle eventuali demolizioni degli edifici che li contenevano, sia di risolvere casi di degrado dovuti al cattivo stato conservativo dell’intonaco originale.

La necessità di distaccare gli affreschi dal muro alleggerendo i supporti comportò la messa a punto della tecnica dello strappo, sperimentata a partire dal Settecento. Questo metodo permette di lasciare inalterato l’intonaco e di distaccare soltanto un finissimo strato di colore. Sulla superficie pittorica si applicano delle tele con una colla molto potente, composta da una parte di collante e da una parte liquida. Quando quest’ultima evapora, la colla perde la componente acquosa e, asciugandosi, diminuisce di volume. La contrazione così prodotta esercita una trazione tale da separare il film pittorico dall’intonaco. La sottilissima pellicola di colore strappata dalla forza della colla viene infine ricollocata dai restauratori su un supporto più leggero (addirittura una tela, in certi casi). Nella moderna tecnica del restauro, lo strappo è sconsigliato poiché genera un drastico appiattimento della pellicola pittorica e può produrre un notevole impoverimento cromatico. La colla, infatti, non è abbastanza potente da asportare precisamente l’intero film pittorico e spesso sul muro originale rimane l’impronta più o meno sbiadita del dipinto, che può essere a sua volta ulteriormente strappata.
editor
Caterina Corsi

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