FOTOGRAFIE STORICHE
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- affreschi.fotostoriche
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- FOTOGRAFIE STORICHE
- Description
- Raccolta di fotografie degli affreschi in uno stato e in collocazioni diverse da quelle attuali.
Items
6 item sets
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ARTISTI
Gli autori degli affreschi della Galleria degli affreschi dell'Istituto degli Innocenti -
FOTOGRAFIE STORICHE
Raccolta di fotografie degli affreschi in uno stato e in collocazioni diverse da quelle attuali.
71 items
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia mostra il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno durante l'alluvione del 1966 e documenta come molti degli affreschi esposti nel Cenacolo di Ognissanti finirono quasi completamente sommersi. In particolare, lo scatto mostra la Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni, oltre al Beato Mauro (o San Benedetto), attribuito a Nardo di Cione, che non fa parte della collezione giunta al Museo degli Innocenti (per l'opera si veda G. Ravalli, in Ricerche a Santa Maria Novella 2016). -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia storica mostra lo stato degli affreschi prima dell'alluvione del 1966 e il loro allestimento all'interno del museo del Cenacolo di Ognissanti. Lo scatto documeta inoltre il notevole spessore degli affreschi staccati a massello, poi "assottigliati" dall'intervento di restauro successivo all'alluvione e condotto da Tintori-Rosi-Del Serra.
In particolare, la fotografia mostra la Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni. -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia storica, scattata prima dell'alluvione del 1966, mostra l'Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio, affrescata nel Cenacolo di Ognissanti. Sulla destra, tuttavia, si possono notare alcune delle opere che erano esposte nel Museo e il loro allestimento. In particolare, la fotografia mostra la Crocifissione attribuita a Lorenzo Monaco e Isaia di Alessandro Allori. -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia storica mostra lo stato degli affreschi prima dell'alluvione del 1966 e il loro allestimento all'interno del museo del Cenacolo di Ognissanti. Lo scatto documeta inoltre il notevole spessore degli affreschi staccati a massello, poi "assottigliati" dall'intervento di restauro successivo all'alluvione e condotto da Tintori-Rosi-Del Serra.
La fotografia mostra un affresco con San Tommaso d'Aquino realizzato per Santa Maria Novella e attribuito a Stefano fiorentino, che non fa parte della collezione pervenuta al museo degli Innocenti (per l'opera si veda G. Ravalli, in Ricerche a Santa Maria Novella 2016). Tuttavia, sulla sinistra si vede anche parte della Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni. -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia storica mostra lo stato degli affreschi prima dell'alluvione del 1966 e il loro allestimento all'interno del museo del Cenacolo di Ognissanti. Lo scatto documeta inoltre il notevole spessore degli affreschi staccati a massello, poi "assottigliati" dall'intervento di restauro successivo all'alluvione e condotto da Tintori-Rosi-Del Serra.
La fotografia mostra un affresco con il Beato Mauro (o San Benedetto) realizzato per Santa Maria Novella e attribuito a Nardo di Cione, che non fa parte della collezione giunta al Museo degli Innocenti (per l'opera si veda G. Ravalli, in Ricerche a Santa Maria Novella 2016). Tuttavia, sulla destra si vede anche parte della Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni. -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia mostra il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno durante l'alluvione del 1966 e documenta come molti degli affreschi esposti nel Cenacolo di Ognissanti finirono quasi completamente sommersi. In particolare, lo scatto mostra la Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni, oltre al San Tommaso di Aquino, attribuito a Stefano fiorentino, che non fa parte della collezione giunta al Museo degli Innocenti (per l'opera si veda G. Ravalli, in Ricerche a Santa Maria Novella 2016). -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia mostra il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno durante l'alluvione del 1966 e documenta come molti degli affreschi esposti nel Cenacolo di Ognissanti finirono quasi completamente sommersi. In particolare, lo scatto mostra la Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni, oltre al San Tommaso di Aquino, attribuito a Stefano fiorentino, che non fa parte della collezione giunta al Museo degli Innocenti (per l'opera si veda G. Ravalli, in Ricerche a Santa Maria Novella 2016). -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
Questa fotografia mostra il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno durante l'alluvione del 1966 e documenta come molti degli affreschi esposti nel Cenacolo di Ognissanti finirono completamente sommersi. In particolare, lo scatto mostra la Creazione di Eva di Alessandro Allori che, essendo esposta in alto, venne quasi interamente risparmiata dall'acqua. -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti .
Questa fotografia storica mostra lo stato degli affreschi prima dell'alluvione del 1966 e il loro allestimento all'interno del museo del Cenacolo di Ognissanti. Lo scatto documeta inoltre il notevole spessore degli affreschi staccati a massello, poi "assottigliati" dall'intervento di restauro successivo all'alluvione e condotto da Tintori-Rosi-Del Serra.
In particolare, lo scatto mostra uno degli angeli di Stefano d'Antonio di Vanni, mentre in alto a sinistra si intravede la Creazione di Eva di Alessandro Allori -
Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti.
Questa fotografia storica mostra lo stato degli affreschi prima dell'alluvione del 1966 e il loro allestimento all'interno del museo del Cenacolo di Ognissanti. Lo scatto documeta inoltre il notevole spessore degli affreschi staccati a massello, poi "assottigliati" dall'intervento di restauro successivo all'alluvione e condotto da Tintori-Rosi-Del Serra.
In particolare, la fotografia mostra la Madonna della Neve di Antonio vite e il San Giovanni Battista di un ignoto pittore fiorentino del XIV secolo -
Alessandro Allori, Cacciata dal Paradiso terrestre
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Creazione di Eva
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Alessandro Allori, Creazione di Eva
Nonostante sul passepartout su cui è conservata questa fotografia non ci sia scritto esplicitamente, la data fa ragionevolmente supporre che lo scatto risalga alla campagna fotografica Paolucci-Tosi -
Alessandro Allori, Daniele
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, David
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Geremia
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Giona
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Isaia
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Mosè
Questa fotografia mostra il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno durante l'alluvione del 1966 e mostra come più di metà dell'opera finì sommersa. -
Alessandro Allori, Mosè
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. Il confronto con la fotografia n. 134861, scattata subito dopo l'alluvione, mostra come i restauratori abbiano provveduto a fermare i sollevamenti di colore e a integrare le microcadute della pellicola pittorica, diffuse e evidenti nella fotografia del 1966. Inoltre, lo scatto del 1968 mostra l'assenza del telaio ligneo e indica quindi come l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Peccato originale
Lo scatto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro eseguito da Tintori-Rosi-Del Serra. La superficie pittorica risulta infatti integrata e non si vedono eventuali sollevamenti di colore. Inoltre, sembra che sia già stato rimosso il telaio ligneo e, quindi, si può supporre che l'opera fosse stata trasferita su nuovo supporto (quello attuale). La data dello scatto, però, è indiziaria del fatto che l'affresco non era ancora giunto al Museo degli Innocenti, dove arrivò nel 1971. -
Alessandro Allori, Peccato originale
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Antonio Vite, Madonna della Neve
Pur non essendo datata, la fotografia è stata probabilmente scattata prima dell'intervento di restauro condotto dopo l'alluvione del 1966 da Tintori-Rosi-Del Serra. Lo stato conservativo, infatti, risulta più o meno come quello documentato dalla foto n. 129737, datata al 1965. Inoltre, il confronto con lo stato attuale dell'opera rivela l'assenza, nella foto storica, della grande lacuna presente nell'angolo in alto a sinistra dell'affresco: questa perdita di colore potrebbe spiegarsi con un danno causato dall'alluvione. Più probabilmente, si trattava di una ridipintura condotta durante un intervento conservativo più antico, volto a conferire maggior regolarità all'affresco: nella fotografia, infatti, il formato dell'opera è perfettamente rettangolare, a differenza di quello attuale. Simili ridipinture antiche potrebbero essere poi state rimosse dall'intervento successivo all'alluvione. Alle acque dell'Arno, invece, si può forse imputare la caduta totale della decorazione dell'orlo della veste della Madonna, che nella fotografia risulta interamente punteggiato di bianco.
Sul passepartout su cui è collocata la fotografia, inoltre, una scritta a mano riporta la dicitura «Cenacolo di Ognissanti n. 9», con cui si fa riferimento al numero di inventario assegnato all'opera quando si trovava nel museo del Cenacolo. -
Antonio Vite, Madonna della neve
Sul passepartout su cui è conservata questa fotografia storica una nota manoscritta recita: «Firenze. Cenacolo di Ognissanti. Madonna col Bambino, affresco avanti il restauro. » -
Antonio Vite, Madonna della neve
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Antonio Vite, Madonna della neve (particolare)
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Bartolomeo di Giovanni, Crocifisso con la Madonna, San Domenico, San Giacomo Maggiore, monache e committente inginocchiata
Sul passepartout su cui è conservata questa fotografia storica si legge una nota manoscritta che testimonia che lo scatto è relativo allo stato dell'affresco «dopo il restauro». Poichè la data della foto risale all'ottobre del 1966, poche settimane prima dell'alluvione del 4 novembre, questa scritta non può fare riferimento al restauro condotto da Rosi-Tintori-Del Serra. Quest'ipotesi è ulteriormente rafforzata dal fatto che la foto mostra l'affresco inserito in un telaio ligneo, su cui si legge il numero di inventario 11, comune a tutte le opere allestite nel Museo del Cenacolo e poi rimosso durante l'intervento successivo all'alluvione. Lo scatto, comunque, testimonia effettivamente un restauro: il confronto con le fotografie n. 114647 (del 1960), 129738 e 129739 (entrambe del 1965) mostra come nell'ottobre del 1966, quando fu scattata questa foto, erano state rimosse le ridipinture che integravano le tre lacune "dentellate" sul limite inferiore dell'opera. Questa fotografia dovrebbe perciò testimoniare un intervento che, volto a pulire la superficie pittorica, mantenne il massello e la cornice lignea dell'opera. -
Bartolomeo di Giovanni, Crocifisso con la Madonna, San Domenico, San Giacomo Maggiore, monache e committente inginocchiata
La fotografia testimonia lo stato dell'opera dopo l'alluvione del 1966 e prima del restauro che ne seguì; in particolare, la linea scura che corre in corrispondenza dei pettorali di Cristo segna il punto in cui arrivarono le acque dell'Arno. Da questo scatto si deduce come, il 4 novembre 1966, più di due terzi dell'affresco finirono sommersi. -
Bartolomeo di Giovanni, Crocifisso con la Madonna, San Domenico, San Giacomo Maggiore, monache e committente inginocchiata
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Bartolomeo di Giovanni, Crocifisso con la Madonna, San Domenico, San Giacomo Maggiore, monache e committente inginocchiata (particolare)
Questa fotografia documenta lo stato conservativo di un dettaglio della Crocifissione di Bartolomeo di Giovanni dopo che l'opera fu colpita dall'alluvione del 1966 -
Lorenzo Monaco (Piero di Giovanni, detto), Crocifissione
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera prima dell'alluvione del 1966. In basso a destra si legge il numero 343, mentre in basso a sinsitra, sopra la cornice, si individua un cartellino con il numero 105. Questo coincide con il numero di catalogo con cui l'appendice del 1894, aggiunta al catalogo delle opere di Santa Maria Nuova del 1874 , indica una Crocifissione attribuita a Beato Angelico. L'appendice la descriva come il «frammento di un affresco distaccato dal muro ed erroneamente riportato su tela». Se, come è probabile, quest'opera è in effetti la Crocifissione attribuita a Lorenzo Monaco, la notizia sopra riportata coincide con l'analisi di questa foto storica, che testimonia come l'affresco fosse stato strappato in antico: infatti, in basso a destra, la lacuna sotto alla manica di San Giovanni lascia intravedere la tela sottostante. -
Lorenzo Monaco (Piero di Giovanni, detto), Crocifissione
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera prima dell'alluvione del 1966. In basso a destra si legge il numero 343, mentre in basso a sinsitra, sopra la cornice, si individua un cartellino con il numero 105. Questo coincide con il numero di catalogo con cui l'appendice del 1894, aggiunta al catalogo delle opere di Santa Maria Nuova del 1874 , indica una Crocifissione attribuita a Beato Angelico. L'appendice la descriva come il «frammento di un affresco distaccato dal muro ed erroneamente riportato su tela». Se, come è probabile, quest'opera è in effetti la Crocifissione attribuita a Lorenzo Monaco, la notizia sopra riportata coincide con l'analisi di questa foto storica, che testimonia come l'affresco fosse stato strappato in antico: infatti, in basso a destra, la lacuna sotto alla manica di San Giovanni lascia intravedere la tela sottostante. -
Lorenzo Monaco, Crocifissione tra la Madonna e san Giovanni Evangelista in umiltà
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Lorenzo Monaco, Imago Pietatis
Questa fotografia storica, che documenta lo stato dell'affresco prima dell'alluvione del 1966, mostra l'opera entro un telaio di legno su cui si legge il numero 4, che faceva probabilmente riferimento al numero di inventario assegnato all'affresco nel museo del Cenacolo di Ognissanti. -
Lorenzo Monaco, Imago pietatis
Questa fotografia storica, che documenta lo stato dell'affresco prima dell'alluvione del 1966, mostra l'opera entro un telaio di legno su cui si legge il numero 4, che faceva probabilmente riferimento al numero di inventario assegnato all'affresco nel museo del Cenacolo di Ognissanti. -
Maestro del Tondo Borghese, Madonna col Bambino, San Domenico e Santa Caterina da Siena
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Pittore fiorentino del XIII secolo, Frammento di decorazione parietale
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. Una nota manoscritta sul passepartout su cui è conservata la fotografia indica che l'opera proviene da una casa privata. -
Pittore fiorentino del XIV secolo, Busto della Vergine
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra durante il quale avvenne, verosimilmente, il doppio strappo di colore. -
Pittore fiorentino del XIV secolo, Crocifissione con la Madonna e san Giovanni evangelista
Sul passepartout in cui è conservata questa fotografia storica, è stato scritto a mano che la foto è stata scattata prima del restauro. Sul cartoncino della fotografia no. 106468, anch'essa datata al 1957, si legge che lo scatto testimonia lo stato dell'opera dopo il restauro. Poichè la data del 1957 esclude che l'intervento a cui si fa riferimento possa essere quello resosi necessario in seguito all'alluvione del 1966, si può presumere che si tratti di un restauro effettuato in previsione della Mostra di Affreschi Staccati del 1958, a cui andò in prestito la Crocifissione. Il confronto tra i due scatti mostra come l'affresco prima del restauro fosse più scuro e meno leggibile. -
Pittore fiorentino del XIV secolo, Crocifissione con la Madonna e san Giovanni evangelista
Questa fotografia storica documenta lo stato dell'opera al momento del suo arrivo nella Galleria Bassa del Museo degli Innocenti. Il confronto con le fotografia del 1957 (no. 106467 e no. 106468) mostra la rimozione, da parte di Tintori, Rosi e Del Serra, del telaio centinato ligneo. -
Pittore fiorentino del XIV secolo, Crocifissione con la Madonna e san Giovanni evangelista
Una nota scritta a mano sul passepartout in cui si conserva questa fotografia riporta che la foto documenta lo stato dell'opera dopo il restauro. La data del 1957 che si legge sul cartoncino esclude che si tratti dell'intervento resosi necessario a seguito dell'alluvione del 1966. Probabilmente si tratta di un restauro effettuato in previsione della Mostra di Affreschi Staccati del 1958, a cui andò in prestito la Crocifissione. Dovette trattarsi prevalentemente di un intervento di pulitura del colore, come si nota dal contronto tra la fotografia no. 106467 (scattata prima del restauro) e questa, in cui le figure appaiono meglio leggibili. -
Pittore fiorentino del XIV secolo, San Giovanni Battista
Questa foto storica mostra lo stato dell'opera prima dell'alluvione del 1966, con estese ridipinture che dissimulavano le lacune più ampie. Si nota anche il numero 7, che fa verosimilmente riferimento al numero di inventario assegnato all'opera quando si trovava nel museo del Cenacolo di Ognissanti -
Pittore fiorentino del XIV secolo, San Giovanni Battista
Questa foto storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti -
Pittore fiorentino del XVIII secolo, Adorazione dei pastori
Questa fotografia storica documenta lo stato dell'opera durante l'esposizione alla Mostra di Affreschi Staccati del 1957 -
Pittore fiorentino del XVIII secolo, Adorazione dei pastori
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Raffaellino del Gal Garbo (Raffaello dei Carli, detto), Crocifisso con santa Maria Maddalena
Questa fotografia storica mostra l'opera prima dell'alluvione del 1966 e perciò prima del restauro che portò allo strappo, con conseguente impoverimento della pellicola pittorica. -
Raffaellino del Garbo, Crocifissione con Santa Maria Maddalena
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Scuola di Domenico Veneziano, Madonna col Bambino e santa Lucia
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Scuola di Domenico Veneziano, Madonna col Bambino e santa Lucia (particolare)
Questa fotografia storica mostra un dettaglio di Santa Lucia. -
Scuola di Domenico Veneziano, Madonna col Bambino e santa Lucia (particolare)
Questo scatto non è datato, ma probabilmente documenta lo stato dell'opera durante la sua esposizione nel Cenacolo di Ognissanti, come si deduce da una nota manoscritta sul passepartout su cui è conservata la fotografia, che recita: «Foto Reali, Ognissanti n. 3». Questo numero fa verosimilmente riferimento al numero di inventario dell'affresco. -
Scuola di Domenico Veneziano, Madonna con il Bambino e santa Lucia
La fotografia è stata scattata prima dell'alluvione del 1966 e testimonia lo stato dell'affresco prima del restauro Tintori-Rosi-Del Serra. Sulla cornice si nota il numero 3, che fa verosimilmente riferimento al numero di inventario dell'opera quando questa si trovava esposta nel Museo del Cenacolo di Ognissanti -
Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso destra
Questa foto storica scattata prima dell'alluvione del 1966 mostra lo stato dell'opera prima del restauro, come indica anche una nota manoscritta sul passepartout della foto, su cui si legge «Angelo affresco avanti il restauro». -
Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso destra
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra. -
Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso sinistra
Questa foto storica scattata prima dell'alluvione del 1966 mostra lo stato dell'opera prima del restauro condotto da Rosi-Tintori-Del Serra -
Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso sinistra
Questa fotografia storica mostra lo stato dell'opera quando giunse al Museo degli Innocenti, dopo il restauro Rosi-Tintori-Del Serra.







































































