Museo del Cenacolo di San Salvatore in Ognissanti, Firenze
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- Titolo
- Museo del Cenacolo di San Salvatore in Ognissanti, Firenze
- Commento storico-artistico
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Il nucleo più cospicuo della collezione della Galleria degli Affreschi fu trasportato agli Innocenti dal Cenacolo di San Salvatore in Ognissanti. Questo locale costituiva il refettorio dell'antico convento, sulla cui parete di fondo, come da usanza, Domenico Ghirlandaio aveva realizzato un affresco rappresentante l'Ultima Cena. La storia di questo luogo come spazio espositivo inizia con le soppressioni del 7 luglio 1866, che destinarono al neonato Regno d'Italia l'immenso patrimonio artistico degli enti religiosi. Questa operazione comportò lo sradicamento delle opere dai loro contesti originari e dette origine all'esigenza di allestire luoghi adeguati alla loro conservazione. A questo scopo erano particolarmente adatti i grandi spazi dei complessi conventuali, anch'essi soppressi.
Nel novembre del 1867, l'ispettore Ferdinando Rondoni scriveva al Ministero della Pubblica Istruzione, allora incaricato anche della gestione dei Beni Culturali, per informarlo dell'impossibilità delle Gallerie Fiorentine di ricevere le opere provenienti dalle soppressioni, per mancanza di spazio. Rondoni richiedeva quindi l'autorizzazione a utilizzare il refettorio di Ognissanti, entrato nelle disponibilità demaniali nel 1866, per collocarvi le opere in via provvisoria, senza sapere che vi sarebbero rimaste per un secolo. Questo primo nucleo di affreschi, giunti nel cenacolo nel gennaio del 1868, fu incrementato in particolar modo a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del 1800. Per volontà di Guido Carocci, infatti, questo refettorio rientrò sotto a un grande complesso museale indicato con il nome di Museo di San Marco e Cenacoli. Oltre a San Marco e al refettorio di Ognissanti, ne facevano parte anche i cenacoli di Sant'Apollonia, di San Salvi e di Fuligno, le Cappelle Medicee, il chiostro dello Scalzo e l'affresco di Pietro Perugino nel convento di Santa Maria Maddalena de' Pazzi (oggi Liceo classico Michelangiolo). Se il cenacolo di San Salvi venne destinato alle opere di Andrea del Sarto e quello di Sant'Apollonia ai capolavori di Andrea del Castagno, le opere conservate nel refettorio di Ognissanti, di epoche e artisti diversi, erano accomunate unicamente da caratteristiche tecniche, poichè erano tutti affreschi staccati.
Nel gennaio del 1893, poco prima dell'apertura ufficiale, Guido Carocci definì questo spazio come «Un piccolo ma interessantissimo museo che gl’intelligenti visiteranno con sincera soddisfazione quando, nel prossimo febbraio, sarà riaperto al pubblico» (Arte e Storia, XII, 2, 1893). La collezione, ulteriormente arricchita nel 1900 dall'arrivo di undici opere provenienti da Santa Maria Nuova, rimase aperta al pubblico fino al 4 novembre 1966, quando il refettorio venne sommerso dalle acque dell'Arno e si rese necessario e urgente il trasferimento degli affreschi in un luogo più sicuro: il Museo degli Innocenti. - Risorse correlate
- Cenacolo di Ognissanti - Direzione regionale Musei nazionali Toscana
- È collocazione precedente di
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Alessandro Allori, Mosè
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Alessandro Allori, Geremia
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Alessandro Allori, David
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Alessandro Allori, Cacciata dal Paradiso terrestre
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- Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso sinistra
- Stefano d'Antonio di Vanni, Angelo inginocchiato verso destra
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Pittore fiorentino del XIV secolo, Crocifissione
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Pittore fiorentino del XIV secolo, San Giovanni Battista
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Lorenzo Monaco, Imago pietatis
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Lorenzo Monaco, Crocifissione tra la Madonna e san Giovanni Evangelista in umiltà
- Ruolo storico
- Deposito esterno delle Gallerie Fiorentine
- È documentato in
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Lorenzo Monaco, Imago pietatis
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti.
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Affreschi nel Cenacolo di Ognissanti.
- Bibliografia
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G. Carocci, Notizie. Firenze, in “Arte e Storia”, XII, 2, 1893.
S. Meloni Trkulja, La trasformazione dei cenacoli in musei, in La tradizione fiorentina dei cenacoli, a cura di C. Acidini Luchinat e R. Caterina Proto Pisani, Firenze 1997, pp. 101-113.
O. Fantozzi Micali e P. Roselli, Le Soppressioni dei Conventi a Firenze. Riuso e trasformazioni dal sec. XVIII in poi, Firenze 1980.
S. Meloni Trkulja, I Cenacoli – Museo di Firenze, Firenze 2002.
C. Gnoni Mavarelli, Il cenacolo di Ognissanti: da refettorio conventuale a museo statale, in San Salvatore in Ognissanti. La chiesa e il convento, a cura di R. Spinelli, Firenze 2018, pp. 111-116.
- Autore della scheda
- Caterina Corsi
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